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giovedì 5 giugno 2014

Su mac non funziona il debug php twig.

Mi è capitato di non riuscire a utilizzare il comando twig {{ dump() }} per il debug.
Per un progetto symfony su mac.

L'unica cosa che sono riuscito a ottenere é una pagina bianca.

L'errore nel file di log é

[05-Jun-2014 09:59:48 Europe/London] PHP Fatal error:  Allowed memory size of 134217728 bytes exhausted (tried to allocate 116391936 bytes) in /Applications/MAMP/htdocs/pro/vendor/twig/twig/lib/Twig/Extension/Debug.php on line 63


Il problema sta ne file php.ini.
Bisogna abilitare xdebug.

Quindi cercare la riga
[xdebug]
;zend_extension="/Applications/MAMP/bin/php/php5.5.10/lib/php/extensions/no-debug-non-zts-20121212/xdebug.so"


e togliere il ; per decommentare.

Riavviare apache e funzionerà tutto.

                                                   /-----------------------------/

Per installare e utilizzare xdebug su linux (ubuntu)
Bisogna prima scaricare e installare il pacchetto:

sudo apt-get install php5-xdebug
 Aprire il file php.ini e aggiungere la stringa:

zend_extension="/usr/lib/php5/20110331/xdebug.so"

Generalmente il file php.ini si trova qui:

/etc/php5/apache2/php.ini

Mentre la stringa da aggiungere potrebbe essere differente. Per trovare l'indirizzo reale del file
xdebug.so 
locate xdebug.so
Sostituite quello il risultato con l'indirizzo che ho scritto io, quello da aggiungere nel file php.ini.

Non rimane che riavviare apache.


sudo /etc/init.d/apache2 restart

giovedì 20 marzo 2014

Server Amazon EC2 - Terza parte - Il protocollo FTP

E' possibile che si abbia la necessità di utilizzare il protocollo FTP per caricare dei file nel server.

Per fare questo è necessario installare un server FTP sull' EC2.
Io utilizzo vsftpd, quindi per per l'installazione basterà

sudo apt-get install vsftpd

Una volta installato il server, andrà configurato.
Per configurarlo bisognerà editare il file /etc/vsftpd.conf.
In questo file ci sono un sacco di parametri da configurare, io descriverò le importazioni più comuni.

Per prima cosa, facciamo una copia di backup del file.

sudo cp /etc/vsftpd.conf /etc/vsftpd.conf.old

Ora apriamolo con un editor, come sempre uso nano.

sudo nano /etc/vsftpd.conf

Questa è la lista dei parametri che ho configurato.

listen=YES
anonymous_enable=NO
local_enable=YES
write_enable=YES
local_umask=022
dirmessage_enable=YES
use_localtime=YES
xferlog_enable=YES
connect_from_port_20=NO
chroot_local_user=YES

"connect_from_port_20 Quando abilitata, vsftpd viene eseguita con privilegi sufficienti per aprire la porta 20 sul server, durante i trasferimenti dei dati in modalità attiva. Disabilitare questa opzione permette a vsftpd di essere eseguito con meno privilegi, ma potrebbe essere non compatibile con alcuni client FTP." 
(CIT.)


Aggiungiamo anche questa stringa alla fine del file
seccomp_sandbox=NO
Serve per evitare l'errore:
500 OOPS: priv_sock_get_cmd

Ora non rimane che rendere effettive le modifiche riavviando il server FTP.

sudo /etc/init.d/vsftpd restart

Per poter utilizzare il servizio ftp bisogna scaricare e installare un client come ad esempio filezilla.

Ci si potrebbe collegare utilizzando la chiave.pem scaricata in fase di configurazione (Prima parte) oppure si potrebbero creare degli utenti appositi, ognuno con il proprio permesso.

Come creare utenti reali per connessione FTP.

Io consiglio anche di modificare i proprietari della cartella www.

sudo chown ubuntu /var/www/

sudo chgrp www-data /var/www/

 Anche in questo caso, se si cerca di accedere non si otterrà niente.
Questo sempre perchè il server EC2 ha la porta 21 di connessione FTP chiusa.

A questo punto bisogna procedere esattamente come è stato fatto per abilitare la porta 80 per il protocollo HTTP, però questa volta bisognerà scegliere Custom TCP Rule e inserire la porta che si desidera aprire, in questo caso la porta 21.



A questo punto sarà possibile connettersi esclusivamente utilizzando una modalità di trasferimento attiva.

Se si vuole utilizzare la modalità passiva, o la modalità di default su filezilla, bisogna aggiungere 3 nuove stringhe al file di configurazione vsftpd.conf.

pasv_address=54.186.141.53
pasv_min_port=12000
pasv_max_port=12100

pasv_address — Specifica l'indirizzo IP per l'indirizzo IP 'public facing' del server, per i server situati dietro i firewall Network Address Translation (NAT). Ciò abilita vsftpd a fornire l'indirizzo di ritorno corretto per i collegamenti in modalità passiva.  

Io ho inserito l'indirizzo del mio server, ma ognuno deve inserire l'indirizzo del server che sta utilizzando

pasv_max_port — Specifica la porta più alta inviata ai client FTP per i collegamenti in modalità passiva. Questa impostazione viene usata per limitare la gamma della porta, in modo da semplificare la creazione delle regole del firewall.
Il valore di default è 0, il quale non limita la gamma della porta passiva più alta. Il valore non deve eccedere 65535

pasv_min_port — Specifica la porta più bassa inviata ai client FTP per i collegamenti in modalità passiva. Questa impostazione viene usata per limitare la gamma della porta, in modo da semplificare la creazione delle regole del firewall.
Il valore di default è 0, il quale non limita la gamma della porta passiva più bassa. Il valore non deve essere minore di 1024
(CIT.)

Ovviamente a questo punto bisognerà anche aprire le porte nel server, quindi dal solito security groups




 

mercoledì 19 marzo 2014

Server Amazon EC2 - Seconda parte - Installare LAMP (Linux, Apache, MySQL, PHP)

Ora che abbiamo un server funzionante con un accesso SSH, se si vuole far girare un sito web o un'applicazione PHP, non rimane che installare una LAMP, ovvero Linux, Apache, MySQL, PHP.

Per quanto riguarda Linux non c'è problema, è gia stato installato nella prima parte, durante la configurazione della machcina.

Per installare tutto il resto, per questioni di praticità consiglio di utilizzare tasksel.
Qui un tutorial sull'utilizzo.

Una volta che installata la LAMP si potrà testare il funzionamento digitando su un browser l'indirizzo IP pubblico del server.

Con ogni probabilità il sistema non funzionerà... per fortuna...
Questo perchè le porte in entrata del server sono tutte chiuse.
Per utilizzare la LAMP dall'esterno abbiamo bisogno di utilizzare il protocollo HTTP, quindi abilitare la porta 80 del server.

Quindi tornare nella pagina di Amazon con la console del server.

Cerchiamo nel menù di sinistra la voce Security Groups, da qui avremo accesso al gruppo di default di cui fa parte il nostro server, diciamo un vero e proprio firewall.


Come vediamo l'unica porta aperta è quella per l'accesso SSH, che viene impostata di default al momento della creazione dell'istanza.

Dobbiamo aggiungere una nuova regola utilizzando il tasto EDIT


dal pulsante ADD RULE possiamo aggiungere la nuova regola. Cerchiamo nell'elenco la voce HTTP. Ora salviamo e andiamo a controllare il browser di prima, se tutto è stato fatto nella maniera corretta basterà aggiornare la pagina per avere questo risultato
Questo vuol dire che Apache è installato correttamente e che la porta 80 è aperta per le connessione dall'esterno.

A questo punto potremo fare una prova per controllare che anche php stia girando correttamente.
Per fare questo si può scrivere un piccolo file .php dentro il server e provare a farlo girare, un phpinfo() può bastare.

Gli script php vanno messi di default nella cartella /var/www/

Quindi, apriamo il terminale e colleghiamoci tramite protocolle SSH, come spiegato nella seconda parte e posizioniamoci nella cartella /var/www/.




Ora è possibile creare il file con qualsiasi editor di testo, io per praticità uso nano, ma si può utilizzare anche vi o qualsiasi altro, ovviamente non gedit.

Quindi digitare
cd /var/www
sudo nano info.php
info.php è un nome qualsiasi scelto per il file, potete chiamarlo come volete.
Una volta aperto il programma inserire il codice

<?php
phpinfo();
?>
Ora non ci rimane che andare a vedere se php è effettivamente installato correttamente.

Apriamo il solito browser e dopol'indirizzo IP del server inseriamo /info.php

Se il risultato dovesse essere questo
Allora vuol dire che tutto è installato come si deve.

Ora è il momento di installare il tool grafico di amministrazione del database MySql, e cioè PhpMyAdmin.

Prima di installarlo verifichiamo che MySql stia girando correttamente controllando i processi.
ps aux | grep mysql
In questo modo controlleremo se tra i nostri processi in corso c'è anche il database MySql.

A questo punto non rimane che installare PhpMyAdmin.
sudo apt-get install phpmyadmin
Bisognerà seguire l'installazione perchè verranno chieste alcune cose riguardanti il database, cliccare su ok e andare avanti.

Verrà chiesto di riconfigurare i file della piattaforma presente, quindi selezionate Apache.



Ora inserire la password per l'utente principale e la password del database MySql, inseriamola, confermiamola e andiamo avanti.



A questo punto basterà andare sempre sul solito browser, scrivere l'indirizzo IP seguito da /phpmyadmin


Per poter accedere basterà inserire il nome dell'utente principale, root di default, e la password scelta in fase di installazione.

Ora la LAMP è pronta e funzionante.

martedì 18 marzo 2014

Server Amazon EC2 - Seconda parte - Connessione SSH

Per connetterci al server configurato e installato nell'articolo precedente ora dobbiamo utilizzare la chiave che abbiamo scaricato.

Si presume che la chiave sia in una cartella del pc o sul desktop.

Per una connessione SSH bisogna utilizzare il terminale, quindi la prima cosa da fare è andare nella cartella dove si tiene conservata la chiave di accesso, cioè il file.pem.

Per spostarsi in una determinata cartella, ad esempio il desktop:
cd /home/nomeutente/Scrivania/
Oppure:
cd ~/Scrivania/ 
In questo momento sto utilizzando, nel pc con cui voglio collegarmi al server, Ubuntu 13.4.

Da qui potremo utilizzare il comando ssh con la chiave e l'indirizzo ip del server.
Ipotizziamo di avere come indirizzo ip pubblico 54.186.141.53. Possiamo vedere quale è il nostro indirizzo dalla pagina di gestione del server.

a questo punto sarà sufficiente fare
ssh -l ubuntu -i serverUbuntu.pem 54.186.141.53
ubuntu è il nome dell'utente di default, serverUbuntu.pem è la chiave che ho scaricato in fase di installazione e 54.186.141.53 è l'indirizzo ip del mio server.

Server Amazon EC2 - Prima parte - Una nuova istanza

Per utilizzare un serve Amazon EC2 dopo essersi registrati, la prima cosa da fare è andare nella console del sistema.

Da qui sarà possibilegestire tutto il sistema.
Siccome dobbiamo usare un Amazon Elastic Compute Cloud (Amazon EC2), bisognerà andare su EC2 virtual servers in the cloud.



Ci troveremo all'interno del pannello di controllo del nostro EC2.

Sulla sinistra troviamo tutti i tools di gestione.
Cerchiamo ISTANCES e lanciamo una nuova istanza dal pulsante blu Launch Istance.

 
A questo punto dovremmo scegliere il sistema operativo da utilizzare sul server. Se non si vuole spendere niente e si vuole solo provare il sistema, consiglio di selezionare la casella free tier only in modo da vedere solo i sistemi gratuiti.
 

Nella colonna di destra si possono scorrere tutti i sistemi operativi disponibili gratuitamente. Io ho scelto Ubuntu Server 13.10 (PV).
Basta andare su Select per proseguire. A questo punto non potremo che prendere una micro istanza, e cioè l'unica macchina che ci può venire offerta gratuitamente per prova.


Ora io consiglio di andare su Configure Istance details per abilitare la prootezione dallo spegnimento accidentale. 



Il resto dovrebbe andar bene lasciato tutto di default.
Ora che abbiamo creato l'istanza che vogliamo utilizzare possiamo procedere attraverso il pulsante blu Review and Launch

Potremmo vedere un resoconto di quanto fatto e a questo punto potremmo lanciare effettivamente l'istanza creata.


Ci verrà chiesto di utilizzare una vecchia chiave o di crearne una nuova.


Io ne ho creato una nuova. Verrà chiesto di inserire il nome della chiave, si può scrivere quello che si vuole, io l'ho chiamata serverUbuntu. A questo punto è importante effettuare il download della chiave e conservarla sul pc. Questa chiave ci servirà più avanti per utilizzare il server tramite protocollo SSH.

Una volta scaricata la chiave si può procedere tramite il pulsante blu Launch Istances, che ora sarà diventato attivo.

A questo punto vedremo il processo avviarsi.


Ci sarà da aspettare un pochino.


Quando vedremo questa immagine vorrà dire che è andato tutto nel modo giusto e che ora potremmo iniziare a utilizzare il nostro server.



              /---------------------------------------------------------------------------------/


Se si vuole eliminare l'istanza appena creata, bisogna usare il tasto destro sulla riga dell'istanza che si vuole terminare.


Si avrà accesso a un menù. Non sarà possibile terminare subito la macchina perchè durante la configurazione abbiamo abilitato la protezione per la terminazione accidentale. Bisogna disabilitare la protezione e poi terminare l'istanza.

Si arriverà a questa schermata.


A questo punto bisogna solo aspettare che illavoro venga fatto...



mercoledì 26 febbraio 2014

Installare al volo una LAMP e tanti altri pacchetti su Ubuntu

Per installare al volo una LAMP e tanti altri pacchetti, esiste un praticissimo tool chiamato tasksel.

Per installarlo è sufficiente digitare:

# sudo apt-get install tasksel

Per avviarlo basta digitare

# sudo tasksel
O eventualmente

# sudo tasksel install lamp-server

Il programma si avvierà sul terminale e sarà possibile selezionare i pacchetti da installare, tra questi è presenta anche la LAMP.


A questo punto bisognerà attendere l'installazione e fare attanzione a questa schermata


Verrà chiesta la password di MySql per l'utente root, ovvero l'utente di default del database.
Inserite la password e poi confermatela.


A questo punto bisogna attendere ancora qualche secondo per concludere l'installazione e avere una LAMP funzionante.



Per approfondire lascio questo link: Tasksel

sabato 8 febbraio 2014

Testare siti su IE 6 7 8 9 utilizzando linux o Mac OSX

Per una volta Microsoft è stata buona.
Per testare il proprio sito su IE 6 7 - 8 - 9 basta utilizzare virtualbox.

In questo momento sto utilizzando Ubuntu 13.04, quindi tutti i comandi scritti saranno relativi a questo sistema operativo.

Per prima cosa, installare VirtualBox.

# sudo apt-get install virtualbox

Poi ci sarà bisogno di installare curl e unar.
UNAR sarà necessario installarlo solo su linux, se si utilizza Mac OSX non sarà necessario.
# sudo apt-get install curl unar

Per scaricare tutte e tre le versioni di IE:
# curl -s https://raw.github.com/xdissent/ievms/master/ievms.sh | bash

 Per scaricare solo quella che vi interessa:

IE 6
# curl -s https://raw.github.com/xdissent/ievms/master/ievms.sh | IEVMS_VERSIONS="6" bash
IE 7
# curl -s https://raw.github.com/xdissent/ievms/master/ievms.sh | IEVMS_VERSIONS="7" bash
IE 8
# curl -s https://raw.github.com/xdissent/ievms/master/ievms.sh | IEVMS_VERSIONS="8" bash 
IE 9
# curl -s https://raw.github.com/xdissent/ievms/master/ievms.sh | IEVMS_VERSIONS="9" bash 


Una volta finita l'installazione troverete i sistemi gia montati su virtualbox.

La password per ogni virtual machine è "Password1".

giovedì 12 dicembre 2013

Configurazione Apache2 per inserire alias PhpMyAdmin in ogni sito del server.

Per inserire l'alias per raggiungere la pagina di PhpMyadmin per un sito presente nel server, bisogna editare il file di configurazione che sta dentro la certella sites-enabled.

Per editarlo io uso nano, ma è possibile usare vi o qualsiasi altro editor.

Quindi:

nano /etc/apache2/sites-enabled/www.tuosito.it

Inserire nel file la seguente riga:

 Alias /phpmyadmin /usr/share/phpmyadmin

Subito dopo DocumentRoot.

Ovviamente prima di fare questo è necessario installare PhpMyadmin, altrimenti l'alias che si inserisce non punterà a niente.



/---------------------------------------------------------/

UPDATE 14/10/2014

Ultima versione di apache 

esempio di alias:
http://stackoverflow.com/questions/23337446/getting-a-403-forbidden-error-for-simplesaml-after-apache-upgrade

giovedì 19 settembre 2013

Aggiungere utenti reali FTP (vsftpd) Ubuntu server

Per utilizzare il servizio FTP (vsftpd) su un server remoto con sistema operativo Ubuntu 13.4 su una macchina Amazon EC2 ho dovuto utilizzare la chiave .pem che ho creato in fase di installazione.

Questo non sempre mi va bene, per diversi motivi, quindi ho deciso di creare un semplice utente che può utilizzare il normale protocollo FTP collegandosi al server e autenticandosi semplicmeente con una password. Oltre a questo ho voluto fare in modo che, ogni volta che mi collego utilizzando questo utente, vengo portato direttamente alla cartella /var/www e non alla cartella /.

Tutto questo fondamentalmente perchè sono pigro.

Per fare un lavoro del genere si possono creare utenti reali del sistema o utenti virtuali. Sinceramente per le mie esigenze ho trovato molto più veloci e pratico creare utenti reali.

La prima cosa da fare per poter utilizzare un utente reale per accedere al server tramite protocollo ftp è abilitare questa funzione tramite il file di configurazione di vsftp.

Quindi basta editare il file vsftpd.conf

#sudo nano /etc/vsftpd.conf

E' importante cercare le righe con le stringhe:

#local_enable=YES
#write_enable=YES

e decommentarle cancellando il cancelletto dall'inizio della riga.

Per rendere effettive le modifiche bisogna riavviare il servizio

    #sudo /etc/init.d/vsftpd restart

Una volta fatto questo non ci rimane che creare gli utenti che desideriamo, nel mio caso uno solo.

#sudo useradd -d /var/www/ nomeutente

#sudo passwd nomeutente

Con il primo comando creo l'utente e gli assegno la cartella personale, cioè la cartella nella quale mi troverò nel momento in cui utilizzerò l'utente per accedere al server tramite FTP.
Se non si utilizza l'opzione -d all'utente verrà assegnata una cartella di default con il proprio nome all'interno della cartella home.
Per controllare questi parametri si può leggere il file passwd.

    #sudo nano /etc/passwd

Alla fine del file dovrebbe esserci il nuovo utente creato e l'indirizzo della cartella personale.

Io ho scelto la cartella /var/www perchè utilizzo lo stesso utente per gestire tutti i siti che si trovano sul server, ma se si vuole differenziare è possibile assegnare un indirizzo diverso, ad esempio /var/www/nomesito/

A questo punto dovrebbe essere possibile utilizzare il nuovo utente per accedere tramite protocollo FTP, io utilizzo filezilla.

E' molto utile limitare l'accesso al file system per gli utenti che utilizzano l'ftp.
Per limitare l'accesso esclusivamente alla propria cartella personale bisogna modificare ulteriormente il file di configurazione del servizio FTP.


    #sudo nano /etc/vsftpd.conf

questa volta bisogna cercare e decommentare la stringa

    #chroot_local_user=YES

A questo punto è necessario riavviare ancora una volta il servizio.

    #sudo /etc/init.d/vsftpd restart


                 /---------------------------------------------------------------------/

Se si vuole bloccare l'accesso FTP a un particolare utente è possibile inserire il nome utente al file /etc/ftpusers.

                 /---------------------------------------------------------------------/

Può capitare di fare un po' di casino con i permessi delle cartelle o dei files.
Se non si hanno permessi di scrittura è necessario modificarli oppure cambiare il proprietario o il gruppo di una cartella.

Se si vuole cambiare ricorsivamente l'utente proprietario di una cartella:

    #sudo chown -R numeutente nomecartella/

Se si vuole cambiare ricorsivamente il gruppo proprietario di una cartella:

    #sudo chgrp -R nomegruppo nomecartella/

Se si vogliono modificare i permessi di una cartella:


    #sudo chmod -R 755 nomecartella/

Se si vuole aggiungere un utente a un gruppo:

    #sudo adduser nomeutente nomegruppo

Per controllare quali permessi e proprietari abbia una cartella o un file:

    #ls -la cartellasuperiore/


Questi comandi dovrebbero essere sufficienti per fare tutto quello che serve.



/------------------------------------------------------------------------------------------/

UPDATE 14/10/2014

Mi è capitato di installare vsftpd su digitalocean, non sono riuscito a collegarmi tramite ftp finchè non ho aggiunto questa stringa al file di configurazione

    allow_writeable_chroot=YES

Ridimensionare PDF su Linux (Ubuntu)

Può capitare di diver ridimensionare un PDF. Non intendo tagliare, ma proprio ridimensionare le immagini presenti dentro il vostro pdf, abbassare la qualità per poter far pesare di meno il file.

La soluzione è il comando linux gs.

E' possibile usarloin due diversi modi con due diversi comandi. Il primo comprimerà il file cercando di mantenere una buona qualità delle immagini, mente il secondo punterà tutto sul peso, quindi comprometterà un po' di più la qualità delle immagini a favore del minor peso.

E' possibile che il secondo metodo possa rendere illegibile alcune immagini, per questo è il caso di ricontrollare bene tutto il PDF dopo averlo utilizzato.


Il comando per il primo metodo (migliore qualità)

#gs -sDEVICE=pdfwrite -dCompatibilityLevel=1.4 -dNOPAUSE -dQUIET -dBATCH -sOutputFile=nomefile.pdf nomenuovofile.pdf

 Ovviamente nomefile.pdf va sostituito con il nome o il percorso del file che volete comprimere e nomenuovofile.pdf va sostituito con il nome del nuovo file che vorrete ottenere, quindi va inventato. Attenzione, se non specificate alcun percorso il file da comprimere dovrà essere nella dirctory in cui vi trovate e il nuovo file verrà salvato nello stesso posto.


Il comando per il secondo metodo (peggiore qualità)


#gs -sDEVICE=pdfwrite -dCompatibilityLevel=1.4 -dPDFSETTINGS=/screen -dNOPAUSE -dQUIET -dBATCH -sOutputFile=nomefile.pdf nomenuovofile.pdf


mercoledì 18 settembre 2013

Script bash per pulire cache e impostare diritti 777 alle cartelle cache e logs in Symfony2

Mi capita spesso, con i siti costruiti utilizzando Symfony2, di dover dare i diritti 777 alle cartelle cache e logs sia prima che dopo aver ripulito la cache.

Ovviamente questo avviene sui siti che stanno sul server, non il locale.

Nel casi specifico sto parlando di un server Amazon EC2 con Ubuntu 13.04.

Essendo parecchio pigro ho scritto un piccolissimo e semplicissimo script in bash che si occupa di dare i diritti alle cartelle, pulire la cache e poi ridare i diritti alle cartelle.

Il procedimento per questo script è lo stesso per qualsiasi altro script in bash.

Ipotizzio di fare tutto tramite una connessione SSH al server.

Prima cosa creare il file nella posizione che si preferisce.
#nano nomefile.sh

Ogni file bash deve iniziare con
#!/bin/bash
                   (il cancelletto bisogna lasciarlo)

Quindi scrivere i comandi del terminale che si vogliono far eseguire dallo script.


 Il testo completo dello script è il seguente:
#!/bin/bash

chmod 777 -R /var/www/nomecartella/app/cache/
chmod 777 -R /var/www/nomecartella/app/logs/  

cd /var/www/nomecartella/
php app/console cache:clear --env=prod --no-debug          

chmod 777 -R /var/www/nomecartella/app/cache/        
chmod 777 -R /var/www/nomecartella/app/logs/

             Ovviamente nomecartella va sostituito con il nome della cartella che contiene l'applicazione symfony2.

Una volta salvato il file, bisogna dargli i permessi di esecuzione.
#sudo chmod +x nomefile.sh

A questo punto basta solo richiamarlo, ogni volta che serve, con questo comando:
#sudo ./nomefile.sh

Cambiare la visualizzazione delle localizzazioni di cartelle e files su nautilus

Tra le cose che mi ha sempre infastidito di più di nautilus, da quando hanno deciso di cambiarlo, è stata la visualizzazione delle localizzazioni, o indirizzi, dei files e delle cartelle.
Ho sempre trovato più comodo poter scrivere l'indirizzo a mano, piuttosto che navigare attraverso i vari tastini.
Comunque, a prescindere da chi concorda con me e da chi non concorda, voglio ricordare che per ovviare a questo problema c'è una soluzione molto semplice.
Io amo le scorciatoie da tastiera di Ubuntu, e la soluzione è proprio una scorciatoia da tastiera.
Molto utile se si deve copiare la posizione di qualche file o di qualche cartella.

Per trasformare i fastidiosi tastini in un indirizzo editabile e copiabile. basta premere la combinazione di tasti

                  ctrl + l

Per tornare invece ai pulsantini basta premere

                  ESC


Se si vuole modificare defifitivamente il proprio nautilus, trovate la soluzione in questa pagina:
http://www.megalab.it/6387/piccoli-tweak-all-aspetto-di-nautilus

Connessione SSH si blocca dopo inattività

Spesso accade che la nostra connessione SSH si blocchi dopo pochi minuti di inattività.

Ho trovato la soluzione in questa pagina:
http://startbyzero.com/webmaster/connessioni-ssh-che-si-bloccano-dopo-pochi-minuti-di-inattivita/

Per risolvere il problema, a me è bastato modificare la configurazione sul lato client, modificando il file ssh_config.

E' bastato aggiungere  due righe di codice per mantenere aperta la connesisone, in questo modo si evita l'inattività perchè il client manda dei pacchetti al server ogni 60 secondi.

Aprire con l'editor che si preferisceil file ssh_config.
Ad esempio:

                  #sudo nano /etc/ssh/ssh_config

e aggiungere alla fine del file le seguenti righe:

                   ServerAliveInterval 60
                   ServerAliveCountMax 3


Se questo non dovesse bastare, date un'occhiata al post originale, scritto in italiano, da cui ho preso queste informazioni. 

martedì 17 settembre 2013

Icona del cestino visibile sul desktop su Ubuntu 13.4

Visualizzare l'icona del cestino, dei dischi montati, del network e della home sul desktop.

Per aggiungere queste icone sul desctop è necessario utilizzare o "dconf Editor", che su gnome classic si può trovare andando su:

Applicazioni -> Strumenti di sistema -> dconf Editor

Una volta avviato bisogna cercare, tramite il menù che si trova sulla sinistra:

org -> gnome ->  nautilus -> desktop

Dalla schermata che comparirà sulla destra sarà possibile selezionare le icone che si vuole visualizzare sul desktop.


In alternativa


Si può utilizzare "gnome-tweak-too".

Installazione:

       #sudo apt-get install gnome-tweak-tool

Una volta installato lo si può far partire dal terminale scrivendo gnome-tweak-tool oppure premendo Alt+F2 e poi scrivendo sudo gnome-tweak-tool.

Sulla sinistra bisognerà cercare la voce Scrivania e, dalla schermata che comparirà sulla destra, basterà selezionare le icone che si vogliono visualizzare sul desktop.


mercoledì 17 luglio 2013

Ridimensionare più foto con un solo comando con Ubuntu 13.4


Come ridimensionare una cartella piena di immagini con una sola riga di codice utilizzando ubuntu 13.4.


Imagemagick
Installazione:
#sudo apt-get install imagemagick

Lo trovate nei Repository ufficiali.

Sito ufficiale.


Comando, dopo essere entrati nella cartella che contiene le immagini:
#mogrify -resize 600x600 *.jpg
ATTENZIONE, IL COMANDO SOVRASCRIVERA' I FILE, NON CREERA' UNA COPIA RIDIMENSIONATA

giovedì 12 novembre 2009

Lente d'ingrandimento

Una lente d'ingrandimento per il nostro monitor, se non vogliamo zoommare tutto il monitor con il tasto ctrl, con questo programmino possiamo ingrandire solo la porzione di monitor che ci interessa.

Virtual Magnifying Glass
scaricabile qui:
http://magnifier.sourceforge.net/#download

venerdì 9 ottobre 2009

Alternativa MAC a virtualdub

Editare video al volo con il mac senza usare iMovie.

Avidemux
scaricabile qui:
http://fixounet.free.fr/avidemux/


Tra l'altro avidemux è un ottimo software anche per linux.